Faq

Domande frequenti sui trattamenti

In questa pagina puoi trovare risposte e spiegazioni precise alle domande più frequenti sui trattamenti fatte dai pazienti. Le domande e risposte sono divise per aree di interesse, riassunte sulla parte sinistra della pagina.

Prima visita

1. Cosa si fa durante la prima visita in uno studio odontoiatrico?

La prima visita è fondamentale per conoscersi, instaurare un rapporto di fiducia e per spiegare quali sono i propri fastidi e problemi. È utile per valutare i problemi principali e farsi un’idea sulla necessità di effettuare delle analisi più specifiche. In Alfadental richiediamo spesso controlli specifici come le fotografie, radiografie, tac, esami microbiologici, polisonnografia, esami allergologici, impronte di studio, e/o visite specialistiche, così da poter effettuare un piano di cure completo, efficace e diretto.

2. Chi effettua la prima visita?

Viene effettuata dai professionisti dello studio. L’odontoiatra valuta la necessità degli esami necessari e gli interventi di cura. L’igienista valuta la necessità di migliorare la salute orale ed effettua il primo approccio spiegando le cause dei problemi orali e dando le prime indicazioni per mantenere la bocca sana e pulita. L’ortodontista valuta la necessità dell’apparecchio ortodontico.

3. Come si effettua la prima visita?

L’odontoiatra con l’ausilio degli occhialini ingrandenti, specchietto, specillo e sonda valuta i problemi evidenti e analizza i fastidi riportati dal paziente. Spesso è necessario l’ausilio di analisi più specifiche per indagare sulla presenza o l’entitá delle problematiche riportate.

Fotografie e video

1. A cosa servono le fotografie della faccia e della bocca?

Le fotografie servono ai professionisti dello studio ad analizzare il caso, studiando la soluzione migliore per ogni area della bocca e al paziente per valutare i miglioramenti di volta in volta, in seguito ai trattamenti.

L’odontoiatra studia il caso nel complesso: si confronta con i modelli di studio, con i movimenti della bocca (video) le linee del sorriso in base alle labbra. Trasferisce all’odontotecnico le informazioni specifiche affinché questo realizzi in maniera precisa, esteticamente valida e funzionale, i manufatti protesici.

Le fotografie e il video animato delle funzioni della bocca e del viso, realizzati con la macchina fotografica e telecamera, sono considerati ormai strumenti diagnostici indispensabili per la risoluzione dei problemi odontoiatrici.

Radiografie

1. Cosa sono le radiografie?

Le radiografie sono degli esami che, grazie all’utilizzo di determinati raggi, consentono di vedere attraverso i tessuti, mostrando e fotografando la loro anatomia e i possibili problemi da risolvere.

2. Perché è importante fare le radiografie?

Le radiografie consentono di vedere i problemi e saperne la gravità, prima di eseguire un trattamento. Mostrano ad esempio la presenza di una carie che a occhio nudo non si vede, la profondità di una carie prima di curarla; i livelli ossei attorno al dente per intercettare una parodontite o prima di andare a fare un trattamento parodontale.

3. Si possono effettuare le cure senza indagini radiografiche?

Qualunque visita o trattamento odontoiatrico non prescinde da una ortopantomografia (radiografia panoramica), mentre la diagnosi di carie e parodontite necessita di radiografie endorali.

4. Le radiografie comportano dei rischi per la salute?

Le radiografie per i trattamenti odontoiatrici utilizzano un bassissimo quantitativo di raggi X, tollerati facilmente dall’organismo.

5. Quali radiografie sono necessarie per una corretta diagnosi?

L’ortopantomografia e, a seconda dei problemi riscontrati in prima visita, le radiografie indorali bite wings, le radiografie periapicali, il sistematico endorale, la teleradiografia, la tac.

6. Cos’è l’ortopantomografia?
L’ortopantomografia, o panoramica, è l’esame iniziale di routine. Mostra la bocca nella sua interezza con tutti i denti, la forma della mandibola e la mascella, i seni mascellari e il punto di passaggio del nervo della mandibola. Con la panoramica si ha un quadro generale e consente di valutare immediatamente la presenza di problemi come una lesione all’apice dei denti (granulomi o cisti), un problema parodontale in stato avanzato, la posizione dei denti del giudizio e addirittura alcuni tipi di tumori. Tuttavia, rendendo bidimensionale ciò che è tridimensionale, ha il difetto di sfalsare sensibilmente le dimensioni, creare sovrapposizioni tra i denti, non mostrare i piccoli dettagli nascondendo i problemi in fase iniziale o difficilmente visibili come le otturazioni infiltrate.
7. Cosa sono le radiografie “bite wings”?

Sono delle radiografie realizzate in studio, che consentono di vedere perfettamente le corone posteriori e anteriori dei denti. Servono per ricercare e diagnosticare: carie interdentali e carie sotto le otturazioni (altrimenti invisibili), la profondità di una carie già diagnosticata clinicamente.
Sono radiografie che vanno fatte ciclicamente a scopo preventivo ogni 2-3 anni sui pazienti a basso rischio carie e 1 volta all’anno per i pazienti ad alto rischio carie. Non presentano distorsione di immagine, mostrano quindi i tessuti in rapporto 1:1.

8. Cosa sono le radiografie periapicali?

Sono radiografie specifiche su uno o più denti che mostrano l’intera struttura dentaria o intero dente (la corona e la radice), i livelli ossei circostanti il dente con le eventuali perdite d’osso, la presenza o meno di lesioni all’apice del dente. Come le radiografie bite wings rendono l’immagine in rapporto 1:1.

9. Cosa è il sistematico endorale?

È l’insieme di radiografie periapicali fatte su tutti i denti. Si effettua in caso di problema parodontale diffuso, per stabilire una diagnosi corretta e un piano di cure completo e preciso sito-specifico.

10. Cos’è una teleradiografia latero-laterale?

È una radiografia richiesta dall’ortodontista. Consente di vedere la posizione della mandibola rispetto alla mascella, l’inclinazione dei denti all’interno delle ossa, i contatti tra i denti, la forma delle ossa del viso e i rapporti ossei nel punto d’attacco tra mandibola e cranio.

11. Cos’è una tac dei mascellari?
La tac, o tomografia assiale computerizzata, è un esame radiologico che consente di vedere le ossa mascellari, mascella e mandibola, nelle 3 dimensioni: altezza larghezza e profondità. Viene realizzata ogni qualvolta si presenti una lesione importante come una cisti, o per valutare il livello, la quantità e la qualità dell’osso mandibolare o mascellare prima di inserire un impianto.

Piano di cura

1. Cos’è il piano di cura?
È l’insieme dei trattamenti necessari a riportare la bocca in uno stato di completa salute.
2. Come si stabilisce?
L’odontoiatra, utilizzando fotografie, radiografie, modelli di studio e con la consulenza dei vari specialisti (più o meno necessaria), valutando la necessità e gli obiettivi del paziente, stabilisce l’elenco e la priorità dei vari interventi.
3. Si può effettuare un piano di cure senza esami approfonditi come le radiografie?

No. Gli accertamenti diagnostici sono indispensabili per la redazione di un piano di cure completo, effettuato in maniera professionale.

4. Si può effettuare un piano di cure protesico senza esami approfonditi come i modelli e le foto?

No, non è possibile.

Igiene orale

1. Cosa si intende per igiene orale?
L’igiene orale è la cosa più importante nel mantenimento della salute, la prevenzione della carie, dell’alitosi, della gengivite e della parodontite. L’obiettivo principale dello studio è quello di migliorare l’igiene di tutti i pazienti perchè è l’unico modo di garantire la salute nel lungo periodo.
2. Qual è l’obiettivo di una corretta igiene orale?
L’obiettivo è la rimozione completa giornaliera del “biofilm” batterico o “placca” orale e la rimozione ciclica del tartaro che si forma sui denti da parte dell’igienista.
3. Cos’è il biofim batterico?

È la struttura che creano i batteri tra loro, ha l’aspetto biancastro e consistenza viscida. Si forma soprattutto sul bordo gengivale dei denti, nelle parti masticatorie dei premolari, dei molari e tra dente e dente.

4. Perché la placca causa le carie?

I batteri al suo interno si cibano degli zuccheri che ingeriamo abbassando il PH della bocca rendendolo acido. Questo abbassamento causa la demineralizzazzione dello smalto dei denti, creando il buco che chiamiamo carie. Le carie principalmente si formano tra dente e dente o nelle parti masticatorie.

5. Perché la placca causa gengivite?

Perchè i batteri rilasciano delle tossine che attaccano le gengive. Queste reagiscono infiammandosi e causando dolore.

6. Perché la placca causa parodontite?
Perché l’infiammazione cronica causata dalle tossine dei batteri stimola l’attività delle cellule responsabili del riassorbimento osseo. La mancata rimozione della placca dal solco gengivale per un lungo periodo può degenerare in parodontite.
7. Perché la placca causa alitosi?
Perché i batteri, cibandosi di alcuni tipi i proteine producono dei gas ricchi di zolfo, chiamati acido solfidrico, metilmercaptano e dimetilsolfuro. Questi gas sono caratterizzati da un odore nauseabondo anche a bassissime quantità.
8. Come faccio ad eliminare la placca?

La placca non ha la capacità di “attaccarsi” ai denti, semplicemente ci si poggia. Questa peculiarità rende possibile la sua facile rimozione meccanicamente usando correttamente 2 soli strumenti: lo spazzolino manuale o elettrico e il filo interdentale o scovolino. L’utilizzo di dentifrici e collutori è molto importante, tuttavia è completamente secondario ad un corretto utilizzo dei suddetti strumenti.

9. Quanto tempo ci mette a formarsi la placca?

Comincia a formarsi qualche ora dopo che ci si è lavati i denti: più passa il tempo dall’ultima volta che si lavano i denti, più si formano colonie batteriche diverse, sempre più tossiche per l’organismo.

10. Cos’è il tartaro?

Il tartaro è un aggregato duro di: sali minerali della saliva e batteri della placca batterica calcificati.

11. Come si rimuove?
L’unico modo per rimuoverlo è con un’igiene professionale effettuata dall’igienista che, con l’utilizzo di strumenti ultrasonici e meccanici, è in grado di rimuoverlo.
12. Che cosa causa il tartaro in bocca?
Il tartaro, a differenza dello smalto, è ruvido. Essendo ruvido crea una superficie dove i batteri aderiscono molto più facilmente e sono molto più difficili da rimuovere causando infezione e infiammazione. Inoltre il tartaro causa infiammazione gengivale, perché traumatizza costantemente la gengiva a causa della sua superficie ruvida. Quest’infiammazione crea gengivite che, se non trattata, può degenerare in parodontite.
13. Ogni quanto va rimosso il tartaro?

Il tempo tra una detartrasi e la sucessiva cambia da persona a persona. In genere si effettua una visita semestrale e se necessario si esegue la detartrasi. Tuttavia in casi diversi, come per chi ha una saliva più ricca di sali minerali (e quindi ne produce di più) o nei pazienti con una problematica parodontale, l’intervallo di tempo può essere portato a 2-3 mesi.

14. È doloroso rimuovere il tartaro?

Se si mantiene un buon livello di igiene orale la detartrasi è totalmente indolore. Si può provare fastidio in caso di gengive infiammate o di sensibilità dentale al caldo e al freddo. Problematiche sulle quali è bene indagare. 

Intarsi

1. Cosa sono gli intarsi?

Gli intarsi sono delle ricostruzioni del dente che si rendono necessarie quando è andata persa una parte cospicua del dente, in seguito a patologia cariosa o non cariosa. Sono delle ricostruzioni preparate dall’odontotecnico sulla base dell’impronta presa dall’odontoiatra, che combacia perfettamente con la cavità lasciata dall’apertura del dente. Rispetto alla ricostruzione diretta semplice, migliora la resistenza e l’estetica del dente stesso nelle grandi cavità.

2. Cosa hanno di diverso gli intarsi da una semplice ricostruzione?

Gli intarsi garantiscono un sigillo ed un’adesione migliore nelle grandi cavità (dovute a estese carie o fratture dentarie), ed evitano la devitalizzazione del dente e per l’inserimento di un perno endocanalare.

3. Come si fanno gli intarsi?

Una volta eliminato tutto il tessuto cariato, viene presa un’impronta di precisione dal dentista, che viene poi inviata all’odontotecnico. L’odontotecnico realizzerà un’esatta controparte in resina (o in ceramica), che aderirà con altissima precisione al dente.

Sigillature

1. Cosa sono?

Sono un trattamento preventivo per i bambini, che impedisce la formazione di una carie.

2. Quando si fanno?

Vanno fatte su tutti i bambini quando, circa a 6 anni, spunta il primo molare definitivo, con lo scopo di difenderlo fino a che il bambino crescendo non acquisisce la capacità di preservarlo con l’igiene orale.
Si possono fare tuttavia anche a scopo preventivo negli adulti, in zone difficili da pulire e quindi ad alto rischio.

3. Come si sigillano i denti?

Si applica un sottilissimo strato di materiale protettivo nelle invaginazioni delle parti masticatorie dei denti (solchi), rendendole lisce e diminuendo quindi l’adesione dei batteri alle superfici (che sono quindi più facilmente pulibili).

4. Fa male?

No, è assolutamente indolore.

5. Quanto ci vuole a sigillare i denti?

In relazione alla pazienza del paziente, si possono fare più sigillature in un solo appuntamento.

6. A che età porto il mio bambino a sigillare i denti?

Intorno ai 5-6 anni per intercettare l’eruzione del primo dente permanente.

Faccette estetiche

1. Cosa sono le faccette?

Le faccette indirette sono delle sottilissime lamine in resina composita o in ceramica, che vengono applicate direttamente sul dente.

Le faccette dirette possono essere costruite direttamente sul dente fino a raggiungere la forma e il colore del dente desiderato.

2. Quando vengono utilizzate le faccette?

Vengono utilizzate per raggiungere una perfetta estetica dei denti anteriori quando questi sono usurati, macchiati, scuri, rotti, erosi da acidi del reflusso o anche solo semplicemente per delle imperfezioni della forma o della posizione.

3. L'applicazione delle faccette è dolorosa?

Assolutamente no.

3. L'applicazione delle faccette è dolorosa?

No, è assolutamente indolore.

4. Si lima tutto il dente per applicare le faccette?

No, a differenza della corona, le faccette richiedono una leggerissima preparazione sul dente o addirittura in molti casi si possono fare senza toccare il dente.

5. Come mantenere le faccette nel tempo?

Le faccette in ceramica rimangono inalterate nel tempo, se si mantiene una buona igiene orale e si fanno i controlli periodici.

Le faccette in resina dirette e indirette necessitano di essere lucidate nel tempo.

Bisogna stare attenti a non strappare, incidere, mangiarsi le unghie.

6. Quanto ci vuole a metterle?
In sole due sedute si ha il lavoro terminato su tutti i denti che le necessitano.

Endodonzia

1. Cos'è l'endodonzia?

L’endondonzia è la branca dell’odontoiatria che si occupa dei tessuti interni del dente, della polpa. È il trattamento che si rende necessario quando la polpa va in necrosi o si infiamma in seguito a una carie non trattata o ad un trauma. Spesso viene chiamato più comunemente devitalizzazione. Consiste nell’eliminare il tessuto all’interno del dente e delle radici, nel disinfettare perfettamente, nel sigillarlo con materiale inerte e nel richiudere il dente. A seconda della quantità di corona dentale persa, si potrebbe dover richiudere il dente con una costruzione diretta, con un intarsio o con una corona.

2. È doloroso il trattamento endodontico (la devitalizzazione)?

No, in nessuna fase.

3. È un trattamento lungo?

La devitalizzazione richiede più sedute, in genere 4 per:

  • aprire ed eliminare il tessuto malato
  • disinfettare i canali dentro le radici con materiali appositi
  • riempire e sigillare i canali radicolari
  • ricostruire la corona del dente.
4. Un dente devitalizzato si può cariare?

Sì, come i denti non devitalizzati. La differenza è che non dà dolore.

5. La devitalizzazione ha delle controindicazioni?

Il dente potrebbe scurirsi con gli anni e divenire leggermente più fragile. È importante quindi sottoporsi a controlli periodici.

6. Ho un dente devitalizzato che ha perso colore. Come posso risolverlo?

Si può effettuare uno sbiancamento endocanalare e/o ricoprire il dente con una faccetta in ceramica.

Corone protesiche

1. Cosa sono le corone protesiche?

Le corone protesiche si applicano direttamente sul dente: vengono utilizzate quando la compromissione della corona naturale è tale da non poter essere ripristinata con una ricostruzione o un intarsio.

2. È doloroso applicare le corone protesiche?

No. È necessario fare un passaggio con una protesi provvisoria per far adattare la gengiva.

3. Come sono esteticamente?

I nuovi materiali e le nuove tecniche utilizzati fanno sì che le corone siano invisibili e irriconoscibili rispetto ai denti naturali. Anche la gengiva, utilizzando la tecnica della “preparazione a finire”, tecnica BOPT del dott. Ignazio Loi, sarà perfetta come su dente naturale.

4. Cosa significa "preparazione a finire"?

È un metodo innovativo per la realizzazione delle corone che fa terminare la corona perfettamente sulla radice del dente (1 mm circa sotto la gengiva), senza causare la retrazione della gengiva, che invece recede con tutte le altre modalità di realizzazione, esponendo l’inestetico bordo nero.

5. Di cosa è fatta una corona?

In relazione alle necessità estetiche e funzionali, da valutare di volta in volta, la corona può essere realizzata in:

  • Resina, utilizzata per i provvisori
  • Metallo-ceramica le più utilizzate, corone estetiche e funzionali
  • Zirconio
  • Disilicato

Ponte

1. Cos’è il ponte?

Il ponte è una protesi fissa realizzata su più denti, separati tra loro da un vuoto lasciato da uno o più denti, che sono andati persi. Consiste nella realizzazione di corone collegate tra loro, realizzate sui denti o su impianti.
Quando manca un dente tra due denti naturali, se la situazione ossea lo permette, si mette l’impianto, non si riducono più i denti sani a moncone: si mette l’impianto.

2. È doloroso applicare il ponte?

Non lo è affatto.

Protesi mobile

1. Cos’è la protesi mobile?

La protesi mobile è una protesi realizzata su misura, che consente di ripristinare in bocca i denti che mancano. Può essere totale (dentiera), su un’intera arcata (superiore mascellare e/o inferiore mandibolare) o parziale, se ripristina uno o più denti mancanti.

2. Come è fatta la protesi mobile totale?

La protesi mobile totale è completamente in resina, aderisce direttamente sul palato e sulla mucosa della mandibola. Con i nuovi materiali appare molto naturale, sia esteticamente che nella fonetica. Difficilmente ci si accorge di avere la protesi, per la grande stabilità che i tecnici Alfadental riescono a dare.

3. Quanto dura una protesi mobile?

La protesi mobile può durare anche tutta la vita, tuttavia è molto importante la sua manutenzione. È necessario rimuoverla e pulirla dopo ogni pasto. Periodicamente è necessario “ribasarla”, ossia modificarne la forma in base alle modifiche dell’osso e della gengiva, per ridarle stabilità, evitando che possa rompersi.

4. Come è fatta la protesi mobile parziale?

La protesi mobile parziale può essere completamente in resina o in flexite (metal-free) con sopra i denti, oppure costituita da un’anima in metallo ricoperta da resina estetica con sopra i denti. La protesi mobile parziale si attacca sui denti residui con dei ganci (in metallo o estetici in flexite).

5. Cosa comporta una protesi con dei ganci sui denti naturali?

Un’ottima stabilità, grazie ai ganci e agli attacchi, a discapito però di una sollecitazione importante sugli elementi residui.

6. Esiste un’alternativa ai ganci in metallo?

Sì, è possibile realizzarli in flexite, che sono trasparenti e quasi invisibili.

7. Quanto dura una protesi mobile parziale?

La protesi mobile parziale può durare anche tutta la vita, tuttavia è molto importante la sua manutenzione. È necessario rimuoverla e pulirla dopo ogni pasto. Periodicamente è necessario “ribasarla”, ossia modificarne la forma in base alle modifiche della’osso e della gengiva in bocca, per ridarle stabilità, evitando che possa rompersi.

Protesi semimobile

1. Cos’è la protesi semimobile?

La protesi semimobile o “overdenture” si realizza per ripristinare i denti in una arcata dove non ce ne sono più. Si inseriscono 2 o 4 impianti sui quali viene applicata una protesi dell’intera arcata per aumentarne la stabilità.

2. Cosa comporta una protesi semimobile?

Una perfetta stabilità e funzionalità, una manutenzione molto semplice.

Protesi fissa

1. Cos’è la protesi fissa?

La protesi fissa può essere su denti naturali o su impianti.

  • Su denti naturali:
    • Corone su dente singolo
    • faccette estetiche
    • Ponti (su due o più radici si applica una protesi con più denti, che collega radici distanti)
  • Su impianti:
    • Corona singola
    • Ponti
    • Intera arcata

 

La protesi fissa su denti naturali è la ricopertura di uno o più denti molto compromessi.

La protesi fissa sugli impianti è la sostituzione di uno o più denti mancanti (anche l’intera arcata) con degli impianti inseriti nell’osso, sui quali vengono avvitati o cementati delle protesi: corona singola, se per un dente singolo, o un ponte di più denti se collega due o più impianti.

2. Cosa comporta una soluzione di protesi fissa su impianti?

La possibilità di masticare come sui denti naturali senza il disagio di dover mettere/togliere la protesi, senza dover ribasare nel tempo la protesi.

3. È doloroso applicare gli impianti?

No, si fa tutto in anestesia locale. Non si sente dolore.

4. Quanto ci vuole per applicare gli impianti?
Dipende dalla risposta del tuo organismo. In genere è necessario inserire la parte” radice dell’impianto, aspettare 3-4 mesi, poi si può applicare la corona sull’impianto.
5. Se tolgo un dente per mettere l’impianto, sto 3 mesi senza dente?

No, esistono delle soluzioni protesiche provvisorie immediate che consentono di non rimanere mai senza dente.

6. Tutti possono mettere gli impianti?

A parte rare eccezioni, si.

7. Di che materiale sono fatti gli impianti?

In titanio, un materiale che si integra benissimo con l’osso naturale.

8. Quanto dura un impianto?

Se mantenuto con l’igiene e le visite di controllo periodiche, tutta la vita.

9. Come mantengo l’igiene vicino all’impianto?

In maniera identica al dente naturale, con spazzolino, filo interdentale e scovolini.

Sbiancamento dentale

1. Cos’è lo sbiancamento dentale?

Lo sbancamento dentale è un trattamento cosmetico che consiste nela rimozione dei residui pigmentanti che si inseriscono nei micropori dentali, rendendo i denti gialli. Si effettua con un gel sbiancante che viene applicato sulla superficie dentale.

2. Come si fa lo sbiancamento dentale?

Lo sbiancamento dentale è un trattamento che si effettua attraverso l’utilizzo di un prodotto professionale a base di perossidi, che disgrega i pigmenti accumulati nella parte superficiale dei denti, quando questo è portato a contatto con la superficie dentale.

3. È doloroso lo sbiancamento dentale?

No, può dare una sensibilità transitoria, che trattata prontamente recede subito.

4. Lo sbiancamento dentale rende i denti più deboli?

No, non intacca la struttura dello smalto.

5. Quanto ci vuole a fare lo sbiancamento dentale?

Esistono 2 modalità di sbiancamento:

  • In studio, si effettua in una sola seduta della durata di un’ora circa, utilizzando un prodotto concentrato sotto la supervisione del professionista
  • Domiciliare, si effettua applicando il prodotto per circa 14 notti in una mascherina personalizzata, realizzata su un impronta presa direttamente in bocca. Nel caso si presenti un pò di sensibilità la si fa cessare subito utilizzando per una notte un prodotto desensibilizzante al posto dello sbiancante. E comunque la sensibilità non si manifesta mai, nel caso in cui il prodotto stia a contatto con i denti per un massimo di 3 ore, tempo sufficiente perché si sviluppi l’effetto sbiancante.
6. Quanto dura lo sbiancamento dentale?

La durata varia in relazione della frenquenza in cui vengono assunti prodotti pigmentanti come caffè, tè, liquirizia o carciofi.  In genere 3 anni, anche se il colore del dente non ritorna mai al colore da cui si è partiti.

Carie

1. Cos’è la carie?

La carie è la perdita di minerale del dente causata dalla produzione di acidi prodotti dai batteri della placca, che causa un “buco” sullo smalto e consente ai batteri di entrare all’interno del dente.

2. Perché può far male la carie?

Dentro il dente “la polpa dentale” è ricca di cellule nervose e l’infiammazione causata dai batteri le sollecita e crea dolore.

3. Come si cura la carie?

A seconda della progressione della carie e di quanta parte di dente è compromessa, si interviene con una semplice ricostruzione. Se è interessata la polpa del dente si interviene con una devitalizzazione;  se è stata distrutta gran parte della corona si procede un intarsio o di una corona (capsula).

4. Mi sembra di avere una carie in bocca. Quanto posso aspettare prima di trattarla?

La carie è un processo destinato a degenerare se non bloccato. Questo può comportare fastidio, dolore e trattamenti più invasivi e costosi. Per questo è importante effettuare un controllo periodico, per verificare che sia tutto sano e per intercettare le carie iniziali.

5. Come mi accorgo di avere una carie?

Puoi anche non avere fastidi o dolore: la carie può essere asintomatica. Ma se senti che un dente è più sensibile al caldo al freddo, se ti dà “fastidio” o ti fa male quando mastichi, se quando passi il filo tra un dente e l’altro si rompe il filo, fai un controllo. Potrebbe esserci una carie. Non aspettare di sentire dolore!

La diagnosi esatta di carie dentale si fa con le radiografie indorali e l’esame obbiettivo.

6. Le carie nei denti da latte dei bambini si curano?

Molto spesso sì, perché i denti da latte hanno un’età precisa nella quale “lasciare spazio” al definitivo. Se il dente da latte viene perso troppo precocemente, lo spazio che occuperà il dente definitivo viene invaso dai denti adiacenti ed il definitivo può crescere in una posizione errata (o rimanere incluso nell’osso).

7. Cos’è la carie da biberon?

Spesso, per far addormentare i bambini piccoli, si tende a lasciarli con il biberon, magari intingendo il ciuccio nel miele o in altri rimedi zuccherosi. Questo causa una situazione di carie su tutti i denti, a partire dai più posteriori sino a comprendere gli anteriori. È molto importante evitare questo sistema per la buonanotte o smettere di farlo il prima possibile.

Gengivite

1. Cos’è la gengivite?

La gengivite è l’infiammazione della gengiva che circonda il dente. È causata dall’attacco dei batteri presenti nella placca e nel tartaro. Questi irritano la gengiva stessa e causano arrossamento, gonfiore, fastidio e sanguinamento anche con leggeri stimoli, come l’utilizzo del filo interdentale e lo spazzolino.

2. Perchè le gengive fanno male?

Perchè i tessuti sono sofferenti e irritati.

3. Come si cura la gengivite?

Così come un taglietto sulla cute si rimargina, anche le gengive hanno la capacità di sanare spontaneamente. Questo tuttavia è impedito dalla placca e dal tartaro. Rimuovendo la placca giornalmente e facendo l’igiene professionale con regolarità, si risolve immediatamente il problema. Passando correttamente lo spazzolino, il filo interdentale o lo scovolino tutti i giorni, il problema sparirà nel giro di qualche giorno.

4. Come mi accorgo di avere una gengivite?

Se senti le gengive gonfie o una sensazione di irritazione non ben definita in bocca e/o se passi il filo ed esce sangue, allora vuol dire cha hai le gengive infiammate.

5. Come faccio a prevenire la gengivite?

La gengivite è causata dai batteri della placca e dal trauma meccanico causato dal tartaro. Una buona igiene orale domiciliare con spazzolino e scovolino (o filo interdentale) e un’igiene professionale in studio con la frequenza che ti consiglieremo sono un rimedio semplice ed efficace.

Parodontite

1. Cos’è la parodontite?

La parodontite è una patologia che causa la perdita di osso che sostiene il dente. È causata da dei batteri, chiamati “parodontopatogeni”, che colonizzano la placca batterica. Come gli altri batteri della placca, anche questi batteri “parodontopatogeni” infiammano la gengiva ma, a differenza degli altri, causano anche la perdita dell’osso alveolare a cui sono fissati i denti. Man mano che l’osso si riassorbe, la placca entra nello spazio tra dente e gengiva, chiamato “tasca”. Più i batteri vanno in profondità, più osso viene riassorbito.

2. La parodontite fa male?

No, nella stragrande maggioranza dei casi è asintomatica. Causa un fastidio costante in bocca ma spesso ci si abitua e non ci si fa caso. Questo consente alla patologia di proseguire subdolamente per anni.

3. Come si cura la parodontite?

La parodontite è una patologia complessa e ogni caso va analizzato scrupolosamente. Questo va fatto eseguendo delle radiografie e una “mappatura della bocca” da parte del dentista e/o dell’igienista. Tuttavia è sicuramente necessaria la rimozione dei batteri che la stanno causando, mediante un’igiene orale sottogengivale professionale mirata, anche in sei appuntamenti.

4. Come mi accorgo di avere la parodontite?

È difficile rendersi conto da soli di avere un problema parodontale, perché non causa dolore e si manifesta in maniera evidente solo quando l’osso che sostiene il dente è così poco che il dente si muove. Tuttavia, effettuando le visite regolari, saremo noi a farci attenzione per te! Monitorandoti e valutando se la patologia è presente o se sei “a rischio”.

5. L’osso “perso” può essere ripristinato?

Spesso l’osso perso non può essere ripristinato: è perciò importante intercettarla il prima possibile. Esistono tuttavia delle condizioni dove è possibile effettuare una chirurgia rigenerativa ossea.

6. Cosa significa fare chirurgia rigenerativa ossea?

In alcune condizioni, quando non è andato perso completamente il picco osseo tra dente e dente, e il dente non ha perso completamente il livello osseo, è possibile biostimolare l’organismo a produrre osso dove è andato perso. Questo si può fare con un intervento totalmente indolore e senza complicazioni.

7. Cosa significa fare chirurgia resettiva?

Significa spostare in direzione della radice il margine gengivale, in modo da ridurre la profondità tra dente e gengiva lasciato dalla perdita dell’osso. Viene effettuato con l’obiettivo di renderlo più facile da pulire, difendendo cosi il solco gengivale da una nuova infezione parodontale e da un’ulteriore perdita di osso.

8. Ho un problema parodontale. Quanto posso aspettare per trattarlo?

La parodontite ha un decorso cronico e, se non interrotta, procede consumando sempre più osso. Più si aspetta, più i procedimenti sono invasivi, con livelli ossei definitivi minori e con possibilità di insuccesso nel salvare il dente.

9. Come faccio a prevenire la parodontite?

Come i batteri che causano la semplice gengivite e la carie, anche i batteri “parodontopatogeni” vivono nella placca. Con il semplice uso corretto di spazzolino, scovolini e filo la patologia può essere debellata sul nascere o prima ancora che inizi. Eliminando il tartaro, su cui si accumula la placca, attraverso un’igiene dentale professionale, la patologia può essere arrestata. I batteri “parodontopatogeni”, se non trovano un habitat ideale (cioè la placca che stanzia per molto tempo nello stesso punto), non hanno nessuna capacità di causare patologia.

Alitosi

1. Cos’è l'alitosi?

L’alitosi è una “patologia” molto diffusa e può essere causata da molti fattori. Nel 85-90% dei casi è causata dalla produzione di gas ricchi di zolfo da parte dei batteri che si formano sulla lingua, tra i denti e nelle carie. Questi gas provocano un odore molto sgradevole che influenzano in negativo le relazioni sociali.

2. Come si cura l'alitosi?

Molto spesso l’alitosi è causata da un’igiene giornaliera insufficiente di denti e lingua: può essere migliorata immediatamente con l’utilizzo corretto di spazzolino, scovolino e filo che l’igienista ti saprà spiegare. Talvolta l’alito può essere causato da una carie o un problema parodontale: se persiste nonostante il miglioramento dell’igiene, parlane con noi.

3. Come mi accorgo di avere l’alitosi?

Spesso ci si accorge di soffrirne quando qualcuno ce lo fa notare. È buona norma comunque quando ci si lava i denti portare fuori tutta la lingua, e vedere se è presente una patina bianca o gialla o scura che la ricopre, in quanto questa può essere sicuramente  la causa dell’alitosi.

4. Come faccio a prevenire l'alitosi?

Una buona e costante igiene orale dall’igienista è l’unica arma contro l’alitosi.

Gum smile o sorriso gengivale

1. Cos’è il gum smile?

Il gum stile, o sorriso gengivale, è la sproporzione tra la dimensione della gengiva visibile e la dimensione dei denti. È causa di un inestetismo importante, che può causare insicurezza e meno naturalezza nel sorridere e nel parlare quotidianamente. Molto spesso è dato da una scorretta retrazione in fase di crescita della gengiva che, in questi casi, ricopre parte della corona dentale, invece destinata a stare scoperta.

2. Esiste una soluzione per il gum smile?
In molti casi, il sorriso gengivale è causato da un’imperfetta retrazione delle gengive. A termine della crescita delle ossa mascellare e mandibolare, con i denti che raggiungono la loro posizione definitiva, le gengive si dovrebbero ritrarre fino ad esporre completamente la corona del dente. Talvolta questo non succede e la gengiva ricopre parte di dente “destinata” ad esser scoperta. Questo viene chiamato “eruzione passiva alterata”. Se la problematica del gum smile è causata da eruzione passiva alterata, allora abbiamo la soluzione per te: si scopre tutto il tuo dente che è ricoperto dalla gengiva.
3. Come mi accorgo di avere un gum smile?

Si accorge di avere un sorriso gengivale semplicemente guardandosi allo specchio o guardando le fotografie nelle quali si sorride.

4. Come faccio a sapere se il mio gum smile è causato da eruzione passiva alterata?

Fai una visita in studio e lo scoprirai subito con una semplice radiografia endorale.

Recessione gengivale

1. Cos’è la recessione gengivale?

La recessione gengivale è la retrazione della gengiva che causa l’esposizione di parte della “radice del dente”, destinata quindi a essere scoperta. Causa un inestetismo che può essere più o meno importante a secondo della visibilità e, essendo la radice ricca di terminazioni nervose e non rivestita da smalto, provoca sensibilità al caldo, al freddo, alla semplice respirazione o allo spazzolamento.
È causata molto spesso da un utilizzo scorretto dello spazzolino o dall’utilizzo di uno spazzolino con le setole troppo dure.

2. Come si cura la recessione gengivale?

Ogni recessione gengivale è un caso a sé e bisogna considerare molti parametri. La radice può essere ricoperta riposizionando la gengiva nella posizione corretta. Se è accompagnata anche da abrasione dello smalto, si ricopre anche la porzione di smalto abrasa ed esposta con le resine da otturazione.

3. Come mi accorgo di avere una o più recessioni gengivali?

Se quando mangi un gelato o bevi dell’acqua fredda hai sensibilità e noti un “dente lungo”, è possibile che tu abbia delle radici scoperte da recessione. Esiste la possibilità che le recessioni siano asintomatiche. Te le faremo vedere noi in studio quando verrai ad effettuare una visita.

4. Ho una recessione gengivale. Quanto posso aspettare per risolvere il problema?

È importante che le recessioni gengivali vengano trattate prontamente, cambiando subito il metodo di spazzolamento o lo spazzolino e ricoprendole subito perchè:

  • Prima si interviene minore è la quantità di radice da ricoprire.
  • La radice non è “dura” come la corona. È a rischio di carie (in quanto è più facile da demineralizzare da parte della placca batterica) e meno resistente all’abrasione dello spazzolino e degli acidi dei cibi.
  • La scomparsa della sensibilità dentale migliora enormemente la qualità della vita.
5. Una volta trattata la recessione gengivale, la radice si può riscoprire?

Con le nuove metodiche di spazzolamento e i consigli che ti daremo, la radice non si scoprirà più.

Bruxismo

1. Cos’è il bruxismo?

Il bruxismo è una parafunzione  dalle cause ancora parzialmente sconosciute, che porta a stringere e sfregare i denti tra loro consumandoli.

2. Come posso sapere se soffro di bruxismo?

Soffri di mal di testa? Vedi i tuoi denti che sono più corti? Se guardi con attenzione allo specchio le parti superiori dei denti sembrano limate? Probabilmente soffri di bruxismo. Prenota una visita in studio e ti toglierai il dubbio.

3. Cosa causa se non lo tratto?

Il rimpicciolimento di tutti i denti, aumentato rischio parodontale, minor durata delle otturazioni, diminuita dimensione verticale, danni articolari e muscolari.

4. Come si tratta il bruxismo?

Si possono riparare i danni causati e si possono prevenire o bloccare i danni successivi se i denti sono molto/troppo abrasi. È spesso utile ricorrere a un bite (paradenti) su misura, fatto appositamente per te, sull’impronta dei tuoi denti.

Russamento con apnee

1. Cos’è il russamento?

Il russamento è un fastidio molto comune, è l’emissione di rumore mentre si respira durante il sonno. Talvolta il russamento può non essere solo un rumore, ma il segnale che il nostro corpo non sta riposando bene. Questo mancato riposo si traduce in irritabilità, stanchezza perenne e sonnolenza. Nel lungo periodo è dimostrato aumentare con un innalzamento della pressione, con l’obesità e con il diabete.

2. Come mi accorgo che il mio russamento non è “solo rumore” ma un problema?

Se ti svegli costantemente stanco, hai molta sonnolenza, sei irritabile o, ancor più distintivo, ti svegli la notte come se ti mancasse il respiro, è possibile che il tuo sonno sia disturbato.

3. Come si diagnostica un disurbo del sonno?

Con un semplice esame chiamato “polisonnografia”. L’esame si svolge a domicilio con un dispositivo rilasciato dal professionista. L’esito è rapido e sicuro.

4. Come si cura un disturbo del sonno?

Dalla polisonnografia si valuta la causa del disturbo che può essere di natura ostruttiva (OSAS), ossia a causa di condizioni anatomiche che impediscono il naturale flusso dell’aria, o legata ad altre problematiche non di competenza dell’odontoiatra.

5. Cosa significa se ho la sindrome delle apnee ostrutive del sonno (OSAS)?

OSAS è l’acronimo di sindrome delle apnee ostruttive del sonno, che causa un forte russamento e dei risvegli o microrisvegli durante il sonno. Chi ne soffre, più volte per notte entra in apnea, ossia smette di respirare, bloccando l’ossigenazione dei tessuti e aumentando la pressione sanguigna.

6. Russo. Ho sempre russato. Perchè fare l’esame?

Il sonno è una fase fondamentale della nostra vita, consente al corpo e alla mente di rigenerarsi. Le apnee notturne si riperquotono direttamente sulla vita del giorno rendendo più difficile la via relazionale per gli sbalzi d’umore e l’irritabilità, la sonnolenza.
Aumenta considerevolmente il rischio di ictus, problemi cardovascolari e il rischio di incidenti stradali alla guida.
Un semplice esame può cambiare la vita da un giorno all’altro, rendendola migliore e più lunga.

7. Come si cura la sindrome da apnee ostruttive del sonno (OSAS)?

Con l’utilizzo di un bite specifico che consente nuovamente all’aria di passare liberamente.